LA STORIA DELLA FORNACE FONTI DAL 1873
La Fornace
Benvenuti nella storia e nell’artigianalità di Fornace Fonti,
la più antica fornace ancora attiva nel Polesine,
con una tradizione che affonda le sue radici nel XIX secolo.
La fornace non ha mai interrotto la sua attività,
unendo la produzione industriale all’antica arte
del mattone fatto a mano, cotto nell’originale
forno Hoffmann del 1873.

FAMIGLIA – TERRITORIO – TRADIZIONE
Le origini: una storia di famiglia e di terra
Nel XIX secolo, dalla piccola valle di Miglieglia in Svizzera, Giuseppe Fonti partì in cerca di un futuro migliore. La sua meta? Grignano Polesine, scelta per le terre argillose ideali alla produzione di mattoni. Qui nacque la Fornace Fonti, dove artigianalità, passione e tradizione si intrecciano da generazioni. Nonostante guerre, alluvioni e cambiamenti, la famiglia ha sempre mantenuto vive le proprie radici svizzere, lavorando con integrità e cura per creare mattoni unici. Oggi, come allora, la nostra fornace è un ponte tra storia e innovazione, tra tradizione e qualità, offrendo prodotti in terracotta che raccontano una storia secolare di impegno, famiglia e territorio.
FAMIGLIA – TERRA – MATTONI
Quando il lavoro era di famiglia
Prima del 1948 la fornace non impiegava personale fisso: il lavoro era stagionale e veniva affidato, tramite appalto, a nuclei familiari provenienti soprattutto dal territorio padovano.
Il proprietario concedeva loro la possibilità di stabilirsi in piccoli fabbricati all’interno dell’azienda, così da avere uno spazio in cui vivere e lavorare. A ciascuna famiglia veniva assegnata un’“ara”, ovvero una porzione di terreno destinata alla produzione dei mattoni. Qui lavoravano tutti, bambini compresi, modellando l’argilla e lasciando essiccare i mattoni al sole.
Le famiglie più numerose potevano gestire più are e, poiché il compenso era a cottimo, cercavano di produrre il più possibile. Il periodo di lavoro si concentrava infatti tra marzo e settembre, e il guadagno di quei mesi doveva bastare per l’intero anno. Una famiglia di cinque o sei persone poteva arrivare a produrre fino a 2.000 mattoni al giorno.


MACCHINE – STABILITÀ – FUTURO
Il 1948: l’inizio della modernizzazione
Il primo vero cambiamento arriva nel 1948, quando l’organizzazione del lavoro viene profondamente trasformata. Vengono introdotte le prime macchine (due mattoniere) e nasce così l’esigenza di assumere personale stabile. Nello stesso periodo cambia anche il sistema di retribuzione: si passa dal lavoro a cottimo a una paga annuale, segnando un passaggio importante verso una struttura più moderna e continuativa.
Durante la Seconda guerra mondiale, però, la produzione si era completamente fermata. La fornace fu infatti occupata prima dai tedeschi e poi dagli inglesi. Nonostante questo, i tedeschi mostrarono rispetto per la famiglia e per l’azienda, probabilmente anche grazie alla cittadinanza svizzera dei Fonti, da sempre legata a una posizione di neutralità.
CRISI – RESILIENZA – RINASCITA
L’alluvione: distruzione e ripartenza
Nel Polesine, prima dell’alluvione, operava un tessuto industriale molto sviluppato: 12 zuccherifici, 60 molini, 2 riserie, 30 caseifici, 3 canapifici, 9 pastifici, 5 fabbriche di calzature, una cartiera, 45 fornaci di laterizi e circa un centinaio di centrali per la compressione del metano. Con l’alluvione, però, il settore industriale subì danni gravissimi: molte aziende furono invase dalle acque, perdendo macchinari e attrezzature, mentre la produzione e l’esportazione si arrestarono completamente.
Anche la Fornace Fonti venne sommersa. In un’epoca in cui le comunicazioni erano limitate, molti abitanti si accorsero della rottura degli argini solo vedendo arrivare l’acqua. Quando raggiunse Grignano, il forno era ancora acceso: gli operai, resisi conto della situazione, corsero ad aprirne le porte per evitare che la pressione lo facesse esplodere, prima di mettersi in salvo e raggiungere le proprie case.
L’azienda riuscì a ripartire grazie a un finanziamento a fondo perduto di circa 700.000 lire concesso dal Genio Civile. Il forno fu liberato dal fango, i macchinari recuperabili vennero ripuliti e tutto il resto fu riacquistato. Gli anni di maggiore sviluppo arrivarono tra il 1948 e il 1961: la fornace raggiunse il suo massimo con circa 70 dipendenti. Dopo la guerra e l’alluvione, la richiesta di materiali per la ricostruzione era altissima, anche da città lontane come Torino, Milano e Bolzano. C’era un bisogno diffuso di ricostruire ciò che era andato perduto.


INNOVAZIONE – CONTINUITÀ – QUALITÀ
Oggi: tradizione che evolve
Oggi la Fornace Fonti ha recuperato e valorizzato la produzione di laterizi faccia a vista, lavorati autenticamente a mano, con pezzi speciali di diverse forme e dimensioni. L’azienda si è specializzata nel restauro di pavimentazioni antiche e nelle coperture, con particolare attenzione al coppo artigianale e alla tegola fotovoltaica: una soluzione che unisce la tradizione del restauro al risparmio energetico.
La produzione, affidata a personale specializzato, conserva le imperfezioni tipiche del pezzo fatto a mano. Inoltre, la cottura a carbone nel forno Hoffmann tradizionale conferisce ai materiali una colorazione unica, una delicata policromia capace di valorizzare ogni costruzione con carattere e autenticità.
L’evoluzione della famiglia Fonti
Una continuità che attraversa generazioni, mantenendo vive le radici della fornace tra tradizione, visione e trasformazione.

Giuseppe Giacomo Fonti
Maestro elementare svizzero, si trasferisce a Grignano Polesine e fonda la fornace, attratto dall’abbondanza e dalla qualità di argilla, sabbia e acqua.

Alfredo Felice Fonti
Figlio del fondatore, raccoglie l’eredità familiare. Nel 1900 fonda anche una seconda fornace a Ruina, nel ferrarese, poi venduta nel 1922.

La continuità familiare
Dopo la scomparsa di Alfredo Felice, è la moglie Teresa Bossetti a guidare l’amministrazione della fornace, garantendo stabilità in una fase delicata della storia aziendale.

Giuseppe Girolamo Napoleone Fonti
Nel 1939 prende in gestione la fornace e la conduce fino ai primi anni ’90, attraversando decenni di cambiamenti senza interrompere l’attività.
Francesco e Michele Fonti
Affiancano il padre nella conduzione dell’azienda e ne raccolgono successivamente il controllo, proseguendo il percorso della fornace nel segno della continuità.
Luca e Stefano Fonti
Oggi alla guida familiare si aggiungono anche Luca e Stefano Fonti, che rappresentano un nuovo capitolo nella storia dell’azienda, tra radici solide e visione futura.
Tradizione e Qualità
per progetti che durano
Tradizione – Autenticità – Artigianalità
I fondamenti del nostro saper fare
Da secoli, la nostra arte poggia su pilastri saldi:
il forno Hoffmann storico, l’argilla pura del territorio e un sapere manuale unico.

La tradizione viva
Custodiamo e pratichiamo l’antica arte della modellatura a mano dal 1873, mantenendo in vita saperi e tecniche che ci rendono unici.
Materiali puri e territorio
Utilizziamo solo argilla delle nostre cave, acqua e fuoco. Una filiera corta, controllata e naturale che garantisce qualità autentica e riduce l’impatto ambientale.
Il cuore che batte: il forno Hoffman
Il nostro originale forno a fuoco continuo del 1873 è l’anima della produzione. È lui che, con la cottura a carbone, dona al cotto quelle sfumature di colore e quella patina inimitabile.
Versatilità artigianale
Dalla pavimentazione al tetto, dal muro al complemento d’arredo, produciamo sia pezzi standard che speciali su misura, per rispondere a ogni esigenza progettuale con competenza.

