Modellatura dei coppi Storia della Fornace: In evidenza

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07 Dicembre 2012

Modellatura dei coppi

Storia della Fornace

Modellatura dei coppi 
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 La modellatura dei coppi seguiva praticamente le stesse fasi di quella dei mattoni, ma la tecnica era diversa e si può affermare che essa costituisse una specialità: il mestiere di mattonaio e quello di tegolaio non erano intercambiabili.
Come il mattonaio, il tegolaio aveva il suo banco sulla' aia.

La forma utilizzata per la produzione dei coppi era senza fondo e di forma trapezoidale, il tegolaio vi deponeva l'argilla e la comprimeva con un solo gesto per ottenere uno spessore costante di circa 15 mm.

Delicatamente egli faceva scivolare l'argilla sullo stampo per il coppo che era in legno, di forma Arquata, come il coppo al quale doveva trasmetterla, e inclinato verso la punta. Lo stampo possedeva un manico e spesso dei rinforzi metallici. Subito dopo aver deposto l'argilla sullo stampo, il tegolaio con un gesto delicato faceva sì che il coppo assumesse la forma esatta. Lo stampo era trasportato sull'aia, deposto a terra e poi sfilato da sotto il coppo, il quale era così pronto per l'asciugatura. Quest'operazione era molto delicata ed il coppo non doveva sformarsi, non doveva "fare la quaglia".


La modellatura manuale permetteva la produzione di coppi, embrici e di coppesse, utilizzate per la linea di colmo; questi tipi di elementi di copertura sono i più diffusi nell'area padana e nel cantone Ticino. Un tegolaio esperto era in grado di produrre da 700 a 1000 coppi al giorno.

Nelle foto allegate potete vedere particolari di carico a mano del nostro forno Hoffmann datato 1873 (dove si riconoscono i coppi ancora crudi dal colore grigio/verdastro della terra) e di successivo scarico dove il materiale ha acquisito le caratteristiche sfumature della cottura a carbone.


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